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Santa Croce, Firenze

La costruzione di Santa Croce a Firenze comincia intorno al 1294. questa chiesa, ancor più di Santa Maria Novella, realizza l’ideale di razionalità fiorentino.
Si rinuncia alla complessità delle volte a crociera; l'altezza è bilanciata dalla larghezza; lo slancio verticale delle lesene sovrastanti i pilastri è frenato dall’orizzontalità del ballatoio e delle travi trasversali.

Il ballatoio non è tanto una linea tangente il vertice degli archi, quanto una cornice fortemente sporgente che circonda l’intero corpo seguendone ed esaltandone le forme.
Nelle 5 cappelle ci sono le uniche coperture a volte costolonate.
Novità: i piedritti non sono più a fascio o nervati, ma diventano pilastri poligonali.

Il progetto iniziale è attribuito ad Arnolfo di Cambio: egli con le coperture risolve il problema dell’equivalenza degli spazi, utilizzando una copertura piana.
La navata centrale è coperta con incavallature lignee, così come le secondarie, però in queste il doppio spiovente è ortogonale a quello della navata principale.


pianta di Santa Croce, Firenze


Santa Maria Novella, Firenze

Santa Maria Novella fu costruita dai frati Domenicani tra il 1246 ed il 1360. i Domenicani si occupavano dell’istruzione, rivolgendosi in particolare ai ceti più egemoni.

L’edificio realizza un propria idea originale distaccandosi da ogni modello precedente.
La chiesa ha volte a crociera con archi acuti, pilastri polistili e una notevole profondità spaziale grazie all’uso della prospettiva. Ovvero, diminuendo progressivamente l’intercolumno (da 15 fino a 11.5 metri) man mano che ci si avvicina al coro si ottiene un effetto prospettico che amplifica la percezione della profondità dell’aula della chiesa.

Il coro, con la grande trifora luminosa, diventa il polo di attrazione dell’intero asse visivo.
L’organizzazione è quella secondo il modello tedesco della Hallenkirche, che propone una muratura resistente con contraffortamento.
Nella parte tergale c’è un’unica grande apertura, quella della trifora, contrafforti laterali coronati da guglie e la grande apertura del rosone.
Il materiale utilizzato è la pietra forte, tipica dell’area fiorentina.
Gli ordini mendicanti usano spesso i materiali del luogo (ad esempio a Siena viene utilizzato il laterizio).

La splendida facciata è stata realizzata nel 1400 da Leon Battista Alberti.
Il campanile è un’aggiunta dell’800 in stile neomedievale.

planimetria di Santa Maria Novella

Basilica di Santa Chiara, Assisi


Santa Chiara è la chiesa gemella della basilica di San Francesco di Assisi.
È a navata unica con transetto in testa, e sono utilizzati dei sistemi di contraffortamento legati ancora una volta alle difficoltà topografiche del luogo.
La facciata è a doppio spiovente, ha porte ad arco ogivale teso e ribassato. Da terra partono archi rampanti: sono elementi di stabilità per la struttura, ma anche elementi di sostegno contro il dissesto del terreno.

Le coperture, anche nel transetto, sono state innalzate artificiosamente.
Materiali: uso di bicromia di calcare bianco e calcare rosa.
La soluzione del portale d’ingresso ricorda modelli romanici.
Il campanile nel periodo francescano viene molto spesso eliminato, ma qui è presente e ricorda i campanili romanici, con marcapiano e archetti pensili (soluzioni lombarde).

All’interno nella zona del coro si aprono delle grandi monofore. Non c’è alcuna decorazione pittorica, che compare soltanto nella zona del coro, perché questa chiesa non era destinata al pubblico ma solo agli ecclesiastici.

Basilica di san Francesco, Assisi


1228-1253
La Basilica di San Francesco ad Assisi nasce in posizione marginale, a causa del minor costo dei terreni, in condizioni topografiche disagevoli.
Viene inizialmente costruito un robusto piano basamentale: l’impianto duecentesco poggia su una basilica inferiore che funge da fondazione.

Si privilegia l’aula unica con croce commissa, organizzazione in quattro campate con copertura a crociere. Contrafforti semi-cilindrici segnalano all’esterno la partizione interna delle campate (sono bassi archi rampanti).
All’interno fasci di semi-colonne salendo si trasformano nelle volte. Le pareti sono molto consistenti e sono decorate con un ciclo di affreschi di Giotto inserito all’interno di una loggia disegnata.

Sotto la basilica c’è la grande chiesa sotterranea.
L’uso miscelato di archi rampanti, archi ogivali e contrafforti permette di risolvere i problemi di staticità dell’edificio.

Affreschi
Fuori dall’Italia si liberano le pareti raccontando cicli di storie su grandi vetrate. I franscani invece usano le vetrate per fini didattici, e perché così la luce è ampiamente diffusa, serena, resa calda dalle vetrate colorate, e serve per illuminare gli affreschi, cosa prevista degli architetti.
Quello di Assisi è uno dei primi e più belli cicli pittorici ad affresco, che divennero presto un nuovo linguaggio dell’architettura.
Gli affreschi sono la risposta figurativa alla muratura massiccia e resistente.

pianta della basilica di San Frascesco ad Assisi





I frati francescani e l’architettura degli ordini mendicanti

Gli ordini mendicanti danno un grandissimo contributo allo sviluppo delle città italiane nel basso medioevo.
I francescani si dispongono fuori dalle mura cittadine, in una posizione strategica per favorire l’assistenza e la solidarietà, e quindi in prossimità di strade e porte. Intorno al convento per questa ragione spunteranno successivamente dei borghi.
Intorno alle mura e vicino agli assi viari sorgerà una grande piazza che verso la fine del 1200 e gli inizi del 1300 accomunerà tutte le città italiane. Gli ordini mendicanti in questo periodo saranno incorporati all’interno delle mura.


Nella città medievale le piazze erano legate al Duomo ed al palazzo pubblico, mentre adesso la piazza, il convento, la chiesa, diventano il nocciolo del nuovo assetto urbano.


L’architettura francescana deve essere semplice, assicurando uno spazio omogeneo, perché l’elemento guida è la predicazione: si aboliscono quasi le curvature preferendo le coperture piane.
I francescani si rivolgono ai ceti minori (nel caso di Firenze a tutti i gruppi appartenenti all’arte della lana).

I domenicani invece assolvono al compito dell’istruzione e si rivolgono ai ceti più alti.

Duomo di Santo Stefano (Stephansdom), Vienna

1304
Con il duomo di Santo Stefano di Vienna si raggiunge il punto estremo del modello a sala (Hallenkirche), cioè senza alcun dislivello tra la navata principale e quelle laterali. Lo spazio che si crea possiede nuove gerarchie ed una correttezza formale assoluta.
La partizione interna in tre navate è nascosta completamente dalla copertura molto acuta, che crea addirittura un piano fasullo.

Il cantiere si sviluppa in tempi diversi.
Gli archi rampanti, seppur presenti, sono nascosti dalle murature.
La copertura è stata restaurata usando ceramica colorata, un’eredità islamica dovuta al fatto che Vienna subì un assedio da parte dei Turchi.

Le torri originariamente dovevano essere sette, invece ne è stata costruita soltanto una, gradinata, che si assottiglia verso la terminazione.

La splendida scala del pulpito è stata realizzata da un unico blocco di pietra.
Rispetto al graficismo francese vengono inserite grandi edicole scultoree con scene a tutto tondo.

L’architetto di Santo Stefano, Parlet, lavora in numerosi cantieri in tutta Europa, tra cui anche San Vito a Praga.


pianta del duomo di Santo Stefano, Vienna

Cattedrale di Colonia


Il processo di affermazione del gotico nei paesi germanici fu molto lento e contrastato da vari fattori a seconda delle regioni.
Dopo il primo quarto del XIII secolo le nuove idee, accettate con entusiasmo, danno luogo a creazioni notevoli e contributi originali.

Cattedrale di Colonia

1248-1304 architetto: Mastro Gerhard

La cattedrale di Colonia ha dimensioni straordinarie, in cui sono evidenti le tematiche costruttive francesi: l’inventiva è scarsa ed il modello di riferimento è quello di Amiens, ma con archi ogivali ancora più acuti.
La pianta ha una serie di 5-9-5 navate che arrivano fino al deambulatorio dove le due navate più esterne si trasformano in cappelle radiali.
Ci sono tre livelli: piedritti (da cui partono colonnette che arrivano alla volta senza interruzioni), triforio e claristorio.
Le murature sono molto libere grazie ai contrafforti a lama caricati con guglie e statue, da cui partono ben tre ordini di archi rampanti molto inclinati.
Sia nella facciata principale che nei transetti ci sono tre portali cuspidati ricchi di decorazioni ad intaglio e a traforo.
Le torri gradonate terminano in enormi cuspidi traforate; una delle due facciate è stata realizzata nell’800 grazie ai disegni originali che eccezionalmente si sono conservati.

pianta della cattedrale di Colonia

Cattedrale di Salisbury

1220-1266

La cattedrale di Salisbury può essere considerato il modello più caratteristico dell’architettura gotica inglese, ed è in stile gotico decorated, ovvero quando l’ornamento e la decorazione diventa una componente della struttura. Sono introdotte anche le finestre a traforo.
La pianta presenta un doppio transetto ed una soluzione terminale tronca.

Viene elaborata la tecnica dei panels per risolvere il problema della grandi vetrate: a piè d’opera vengono montati pannelli con una cornice in pietra e l’interno in vetro; questi pannelli autoportanti montati insieme alle intelaiature consentono di risolvere aperture di grandi dimensioni.

Le murature sono piuttosto consistenti così come la larghezza della chiesa, che però risulta notevolmente più bassa delle cattedrali francesi.
I piedritti nascono come somma di più nervature realizzate in bicromia.
Il triforio è piuttosto particolare perché è un semplice raccordo tra il primo ed il terzo livello.
Nella zona tergale vengono utilizzati dei contrafforti e degli archi rampanti, che però vengono nascosti dalle murature.

Permane il trattamento ad intaglio con archetti e loggette; anche se è assente la grande scenografia francese, è forte il moltiplicarsi delle nervature e dei costoloni arricchiti.
Alla chiesa sono annessi un chiostro ed una sala capitolare con soluzioni autonome: la sala capitolare ha una pianta centrale con un unico piedritto centrale formato da varie colonnette unite, a formare una copertura ad ombrello.


la copertura ad ombrello della sala capitolare della cattedrale di Salisbury
chiostro della cattedrale di Salisbury

pianta della cattedrale di Salisbury

Cattedrale di Wells


La cattedrale di Wells ha una struttura castellare con contrafforti distaccati dalle murature.
La facciata è molto massiccia con grandi torri e torricine affiancate che dilatano il fronte.

Nel punto di innesto del transetto l’arco trionfale che sorregge la torre centrale è risolto tramite un uso assai insolito dell’arco ogivale, che forma un caratteristico arco a forbice.

Anche nel chiostro per le coperture vengono usati tre tipi di costoloni: primari, secondari, e di colmo.

La sala capitolare all’esterno è molto spoglia, ed ha un coronamento con loggetta cieca ed un contraffortamento leggero sugli spigoli.
All’interno abbiamo un solo piedritto centrale formato da colonnette che terminano ognuna in un costolone, e si intrecciano in una particolare copertura a palmetta.


l'arco a forbice della cattedrale di Wells

sala capitolare della cattedrale di Wells con copertura a palmetta
pianta della cattedrale di Wells


Cattedrale di Lincoln

1192
La Cattedrale di Lincoln è l’emblema dell’esperienza inglese in questo periodo, ed è un’architettura tipica dello stile gotico inglese.
In planimetria troviamo una caratteristica tipica del gotico inglese: il doppio transetto, ognuno formato da una navata e da alcune cappelle.

La scatola muraria è tutta resistente, piuttosto spessa, con poche aperture e pochi contrafforti, perché in Inghilterra l’uso dell’arco rampante è molto molto limitato.
I piedritti sono formati da numerose colonnette che si distribuiscono nelle ghiere degli archi, e poi nei costoloni, e sembrano voler diventare un tutt’uno con i costoloni. Al secondo livello c’è una galleria e al terzo vi sono le finestre.

La facciata maschera la partizione interna tranne per la presenza di tre portali corrispondenti alle tre navate interne. Le torri sono disposte lateralmente rispetto alla facciata, ed hanno un aspetto quasi militare, per la presenza delle torricine poligonali ai quattro lati.
I tre portali della facciata sono di dimensioni ridotte e sono sormontati da grandi finestre; il tutto è inglobato da una serie di arcate.

Nelle coperture grazie alla rielaborazione inglese scompare la percezione delle campate, a favore dello spazio unico, grazie alle celebri crazy vaults, “volte pazze”.
Non disponendo di pietra da taglio gli inglesi preferiscono una decorazione ad intaglio, le soluzioni decorative sono forme semplici con elaborazione dell’arco ogivale.



planimetria della Cattedrale di Licoln

Sainte Chapelle, Parigi

1248

Si tratta della cappella annessa al palazzo di giustizia di Parigi ed è l’esempio più compiuto di gotico fiorito.
Possiamo definire la Saint Chapelle come una scatola di vetro: infatti non è composta da muri, ma solo da contrafforti che separano le grandissime vetrate.
La pianta è ad aula unica e semplice, con un grande coro.
All’esterno ha contrafforti a lama molto sottili coronati da cuspidi traforate.

La Saint Chapelle fu costruita per conservare le reliquie che San Luigi aveva comprato dall’imperatore bizantino, tra cui la corona di spine di Cristo.

La decorazione delle vetrate è di stampo tipicamente parigino: sottolinea sia la funzione sacra che quella regale che coesistono in questo santuario personale del re Luigi.

La vetrata ha effetti sul piano emotivo dell’osservatore più che su quello razionale.



planimetria della Sainte Chapelle, Parigi


Cattedrale di Notre Dame, Reims

1241

La cattedrale di Notre Dame di Reims è la chiesa che sancisce la consacrazione dei Re di Francia.
La chiesa ha una pianta puntiforme a tre navate, 5 nel transetto; le navate più esterne nella zona coro-presbiterio si trasformano in cappelle radiali.
I livelli della cattdrale sono tre: piedritti, un piccolo triforio ed il claristorio.

I contrafforti sono gradonati a lama, con due ordini di archi rampanti dal punto di appoggio ridottissimo. Ogni contrafforte è poi caricato da una cuspide.

Inizialmente furono progettate sette torri, ma poi ne vengono costruite soltanto due.



planimetria della Cattedrale di Notre Dame di Reims



Cattedrale di Notre Dame di Amiens

1220

Planimetricamente la zona compresa tra il transetto ed il coro è più vasta del corpo longitudinale; il transetto è poco sporgente ed è presente la sequenza 3-7-5 navate.

Una novità si trova all’innesto del deambulatorio, dove le due navate più esterne si trasformano in cappelle radiali.

I contrafforti a lama hanno ridotto le loro dimensioni poiché sono sempre più studiati i punti di appoggio.
Le torri sono molto accentuate, i portali in facciata sono arretrati e affiancati da statue alternate a decorazioni ad intaglio.
Le coperture non corrispondo all’altezza della quota della facciata.

La testata del transetto è libera da muri e presenta un portale gemino tipico delle chiese di pellegrinaggio.
Gli archi rampanti sono traforati in modo da apparire più eleganti pur continuando a svolgere la loro funzione statica.

I piedritti sono piuttosto esigui, sopra è presente il triforio perimetrale e ancora più sopra c’è l’altissimo claristorio, ed anch’esso corre lungo tutta la lunghezza dell’edificio.

I costoloni sono accentuati in modo da evidenziare il tema della continuità ed in modo da dare una visione completa dello spazio.


pianta della cattedrale di Notre Dame di Amiens



sezione della cattedrale di Nostre Dame di Amiens


spaccato assonometrico della cattedrale di Nostre Dame di Amiens

Cattedrale di Chartres


1194

Nella Cattedrale di Chartres si assiste addirittura a dei virtuosismi, perché gli elementi costruttivi gotici sono talmente ben conosciuti e collaudati che spesso superano le loro reali funzioni statiche e assumono una valenza anche estetica.

La copertura crolla due volte e per due volte viene ricostruita ingabbiando la struttura in una sempre più fitta selva di contrafforti ed archi rampanti.
In pianta il corpo di fabbrica della zona del presbiterio-coro è addirittura più largo della lunghezza del corpo longitudinale e presenta un doppio deambulatorio.




All’interno vi sono tre livelli: pilastri, triforio e un claristorio molto elevato.
È presente la sequenza 3-7-5 navate.

Il dislivello tra la navata centrale e quelle laterali è elevatissimo ed è risolto con contrafforti e archi rampanti. I contrafforti gradonati si assottigliano man mano che si innalzano e fanno partire un arco rampante con un grosso piano di applicazione.

Le testate dei transetti sono trattate come grandi facciate autonome: questo perché Chartres è un luogo di pellegrinaggio.




pianta della cattedrale di Chartres
spaccato assonometrico della cattedrale di Chartres

pianta, catterdrale di Chartres

Cattedrale di Notre Dame de Paris

1163-1345

Notre Dame de Paris rappresenta la prima fase del gotico maturo con la messa a punto degli elementi tardo-romanici.
È ubicata nel luogo dove avvenne il primo insediamento della città da parte dei Romani, e per questo motivo nel tempo assume un significato particolare (Ile de la Citee).
La decorazione della facciata originale è stata smantellata durante la rivoluzione francese perché presentava un ricco apparato scultoreo rappresentante i re di Francia; nel XIX secolo è stata ricostruita da Violet-le-Duc ma non molto fedelmente.

La pianta ha cinque navate, il transetto è molto poco sporgente; del romanico rimane il rapporto 1:2 tra la navata centrale e quelle laterali.
È presente un doppio deambulatorio.
Col tempo tra i grossi contrafforti esterni sono state inserite delle cappelle in modo da guadagnare spazio al piano terra, anche per dedicarlo al culto dei santi.
Le torri, probabilmente inizialmente cuspidate, occupano in pianta lo spazio delle due navate laterali; anche qui, come in molte altre chiese francesi, l’incrocio tra il transetto ed il corpo longitudinale viene risolto con una guglia terminante in una cuspide.

I piedritti sono colonne molto massicce; scompare il triforio. La parte del claristorio è quasi completamente aperta a finestre, infatti a quel livello la struttura è composta solo da pilastri da cui partono le nervature delle volte.

Il contraffortamento esterno delle murature è garantito da contrafforti gradonati da cui, all’altezza delle cappelle, partono archi rampanti che con un arco di cerchio (non acuto) si posano sui pilastri all’altezza delle coperture. I contrafforti per necessità statiche sono appesantiti con guglie e terminano in fantasiose edicole.

Le campate delle volte sono esapartite ed un ruolo importante è rivestito dai costoloni che le seguono.

La facciata del transetto è trattata in modo molto accurato: un portale acuto e cuspidato, un triforio con finestre altissime, un claristorio completamente occupato dal rosone che libera completamente la parete.
La facciata principale è segnata da logge che vengono proposte su vari livelli in differenti dimensioni.

Pianta della Cattedrale di Notre Dame de Paris

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