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Cattedrale di Santa Maria Assunta, Pisa

I lavori vengono iniziati subito dopo che Pisa, avendo sconfitto Palermo, sancisce il dominio della Repubblica Pisana sul Mediterraneo (proprio il sacco di Palermo fornì abbondante materiale per le nuove strutture).
L’architetto è il Buscheto, che propone un impianto con singolari caratteri.
La planimetria è a croce latina, con cinque navate più tre nel transetto, le cui braccia, come la navata centrale, hanno terminazioni absidate.
I transetti vengono trattati come in una normale basilica, sono lunghi quanto la parte del presbiterio-coro; la planimetria rimanda ad un modello a pianta centrale, in particolare ai modelli cristiani sulle coste africane.

La copertura a cassettoni, ricostruita nel 1500 dopo un incendio, risolve i problemi di contraffortamento.
All’innesto del transetto si innalza una cupola leggera in laterizio forato, con sezione acuta, che ha il punto di imposta al termine della copertura (riferimento al mondo arabo-orientale).
I materiali utilizzati sono il marmo bianco ed il marmo grigio.
In elevazione l’interno è organizzato su tre piani: colonne monolitiche di spoglio con interasse ravvicinato e capitelli fioriti; le colonne sono sormontate da archi a tutto sesto molto rialzati. Al secondo livello troviamo il finto matroneo (eredità dei cantieri padani), ed al terzo livello ci sono finestre monofore che forniscono luce diretta.

La soluzione della facciata a tre spioventi che occultano gli spazi interni è da attribuire ad un altro architetto che subentrò a Buscheto, Reinaldo, che ha anche allungato il corpo longitudinale.
La facciata è organizzata su quattro piani di loggette praticabili costituite da colonnette di spoglio ed archi assai decorati che non compaiono però al secondo livello sotto gli spioventi. La gronda dello spiovente è coronata da sculture e riccioli. La loggetta pensile sarebbe arrivata dall’area padana prima a Lucca, poi a Pisa.
I portali affiancati da colonne riportano a tematiche classiche.
Tutto l’edificio è segnato da stretti rapporti geometrici messi in risalto dalla bicromia dei materiali.

L’arco trionfale che immette nella zona del presbiterio è anch’esso un arco a sesto acuto; il suo impiego è anticipato rispetto al resto ell’Europa, dove si andò sviluppando dopo la prima crociata (1095).
La cupola ha una base pseudo-ellittica (due archi di cerchio raccordati da segmenti lineari) ed è raccordata alla struttura da quattro pennacchi. La loggetta praticabile visibile dall’esterno è stata aggiunta in seguito per coprire il breve tamburo.
Pianta del Duomo di Pisa

2 commenti:

Davide Cali ha detto...

il matroneo è praticabile, non fittizio

Davide Cali ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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